Il Festival

PARNASO SICULO BOOK FEST

Il “Parnaso Siculo Book Fest” va incontro al bisogno di una città dalla storia millenaria di nutrirsi di nuove esperienze ispirate e, soprattutto, inclini al confronto con il mondo esterno, attraverso le quali si possano esaltare le potenzialità e le qualità di attrattore culturale di un intero comprensorio.

Il titolo della manifestazione è ispirato all’appellativo «Siculo Parnaso» che fu attribuito alla città di Mineo, per la vocazione della stessa nel dare i natali a poeti e letterati, da Giambattista Vico.

Mineo fu la Mena patria dei siculi e di Ducezio, la Menai dei greci, la Menae dei romani, la Qual’at Minau degli arabi, ancora oggi «Vetustissima et Jucundissima» come volle l’imperatore Carlo V nel 1543. Collocata su di un altipiano tra le catene montuose degli Iblei e degli Erei è uno dei comuni più estesi della provincia di Catania in quanto ad ampiezza territoriale.

Nella sua lunga storia vanta un’antica tradizione letteraria, a partire dal Seicento, quando diede i natali a Ludovico Buglio, missionario gesuita in Cina, uno dei primi e più importanti sinologi italiani, e al poeta satirico-burlesco Paolo Maura; a Mineo sono inoltre nati – e hanno dedicato ampio spazio nelle loro opere – due esponenti di spicco della letteratura italiana moderna e contemporanea come Luigi Capuana (1839-1915), uno dei maestri del Verismo, autore di romanzi e racconti, drammaturgo, fotografo e critico letterario, e il romanziere Giuseppe Bonaviri (1924-2009), vincitore, fra gli altri, del Premio Selezione Campiello, del Premio Brancati, del Premio Mondello.

Il 2019 rappresenta per Mineo un anno ricco di ricorrenze: i 180 anni dalla nascita di Luigi Capuana (e dall’invenzione della fotografia); i 30 anni dalla morte di un altro cittadino illustre, Luigi Ricceri, sesto successore di don Bosco alla guida dei Salesiani; i 10 anni della morte di Giuseppe Bonaviri. Queste, però, non devono fungere solo da momenti di commemorazione, ma da spunti di riflessione per un rinnovamento rivolto verso un futuro all’altezza del patrimonio culturale ereditato.

Il “Parnaso Siculo Book Fest” – ideato da Mario Luca Testa (esperto in Culture Visuali e Progettista Culturale) con la consulenza di Martina Testa (traduttrice di oltre cinquanta libri dall’inglese all’italiano, specializzata sugli autori americani contemporanei) e organizzato dall’Associazione “Bottega di Orpheus” – si terrà a Mineo (CT) il 14 e il 15 dicembre 2019.

L’Associazione “Bottega di Orpheus” sin dalla sua fondazione (2007) ha operato a sostegno delle attività culturali svolte sul territorio, promuovendo e organizzando eventi legati alla valorizzazione delle opere di Luigi Capuana e di Paolo Maura, attraverso allestimenti teatrali, reading, cortometraggi, installazioni artistiche, mostre ed esposizioni che hanno avuto un buon riscontro da parte del pubblico. Tra le iniziative di maggiore rilievo si ricordano la partecipazione al “Circuito del Mito” (2011) e la celebrazione del Centenario della morte di Luigi Capuana (2015). Gli ultimi eventi in ordine cronologico sono stati la rassegna teatrale dedicata a Luigi Capuana per il suo 180° compleanno e la prima edizione della “Notte Bianca delle chiese a Mineo”.

Il progetto nasce dal desiderio di creare una nuova occasione di stimolo letterario e culturale in un territorio che al momento ne è carente (purtroppo, a Mineo non esistono teatri, cinema, librerie e l’unica biblioteca presente manca di una capace gestione che possa fungere da direttrice e promotrice di attività culturali), ma che in passato si è mostrato ricettivo alle sollecitazioni in questo senso.

Tra le finalità dell’evento c’è anche il voler stimolare l’intero indotto del sistema culturale incentivando la promozione turistica del territorio, la valorizzazione delle eccellenze produttive, il sostegno della competitività del tessuto imprenditoriale locale anche mediante la sperimentazione di nuove imprese.

Il weekend del Festival sarà caratterizzato da:
– Incontri con scrittori di successo del panorama letterario nazionale;
– Reading letterari con attori professionisti;
– Laboratori di scrittura creativa;
– Itinerari turistici dedicati ai luoghi descritti da Luigi Capuana e da Giuseppe Bonaviri;
– Mostra fotografica;
– Invito alla lettura degli autori locali;
– Concorso letterario “Mineo in un racconto breve”;
– Spettacolo di chiusura con musica e reading delle opere degli scrittori mineoli.

Dopo il week end le attività del Festival proseguiranno sul web attraverso il sito dedicato e i canali social con:
– Divulgazione di contenuti promozionali della città;
– Dibattiti;
– Invito alla lettura degli autori mineoli incentivando la visita dei luoghi descritti.

La crescita culturale che si auspica con il “Parnaso Siculo Book Fest” passa anche attraverso il coinvolgimento di un ampio target e un vasto pubblico.

L’utilizzo dei canali digitali e social – che divulgherà i contenuti multimediali, oltre a pubblicizzare la proposta del week end, arricchirà il confronto di idee e incentiverà nuove sinergie – permetterà al Festival di non esaurirsi nell’arco temporale di due giorni, ma di rinnovarsi nel tempo.

LA LOCATION

La location della prima edizione del “Parnaso Siculo Book Fest” è l’attuale Circolo di Cultura “Luigi Capuana”.
Anticamente comprendeva i locali retrostanti, un loggiato antistante e un piano soprastante che si affacciava nella piazza.
Era il palazzo di città con tutti gli uffici comunali, per cui nel passato veniva chiamato dal popolo “Loggia Comunale”.
Quando poi la sede del Comune venne trasferita nel Collegio dei Gesuiti, divenne sede del Magistrato. In seguito ristrutturato, parte venne adibito a carcere mandamentale della città e parte concessa in enfiteusi ad una associazione dei nobili, detto “Casino dei Civili”.
Nel ventennio fascista divenne “Casa del Fascio” e, dopo la guerra del 1940-44, “Circolo di Cultura Luigi Capuana”.
Dell’antico palazzo oggi rimane solo il portale centrale, opera neoclassica, ricostruito dopo il terremoto del 1693. La cornice, che corre lungo tutto il prospetto, è di epoca posteriore e risale all’inizio del Novecento. Allora vennero trasformate in porte d’ingresso le due finestre laterali ai lati del portale, come pure posti quei sei calchi di pietra, raffiguranti esemplari delle monete antichissime che Mineo coniava nel periodo greco-romano. Nel suo interno si ammira un bel salone Ottocentesco in stile liberty con colonne abbinate e capitelli dorici, che sostengono la trabeazione della volta con motivi ornamentali assai graziosi.